Kings of Convenience,
la vita è come un film
Si chiude in
Germania il tour del duo norvegese, rivelazione con Riot On An
Empty Street. Intervista
di Fabrizio Gianuario
Si chiude stasera, al Theater am Tanzbrunnen di Colonia,
in Germania, il tour
europeo dei Kings of Convenience, legato alla presentazione dell'ultimo
e fortunatissimo album Riot On An Empty Street.
Concerti che hanno suscitato in Italia un entusiasmo particolare,
facendo registrare in più date il tutto esaurito. Con un live
essenziale, gag a fare da intermezzo tra un brano e l'altro, Erland Oye
e Eirik Glambek Boe, nella timida riservatezza che li contraddistingue,
hanno potuto toccare con mano il grande successo di pubblico. Abbiamo
raggiunto Erland al telefono per tracciare un primo bilancio
dell'esperienza alla luce del grande successo raggiunto.
La scorsa estate avete suonato a Roma e a
Palermo, in autunno siete
partiti con un nuovo tour che ha toccato ancora l'Italia. C'è un
rapporto particolare tra voi e il pubblico italiano?
Sì. E' un pubblico che ci ama. Noi lo amiamo. A Roma sono venute
duemila persone, tanta gente che sapeva cosa stava facendo. E' stato
fantastico che siano venuti in così tanti. E' stato grande,
anche se in
qualche modo ce lo aspettavamo.
Quale pensa sia il segreto del vostro
successo in Italia?
Penso che dipenda dal fatto che in qualsiasi altro paese europeo l'hip
hop e il l'R&B americano siano molto diffusi sulle televisioni che
si occupano di musica. In Italia non c'è un così grande
interesse, non
come nel resto d'Europa. Questo crea uno spazio per un altro tipo di
musica, quello spazio in cui siamo noi. Suppongo che dipenda dal fatto
che siamo un po' cheesy,
non troppo alla moda. Non ci sono così tanti gruppi a livello
internazionale come noi, così dolci come noi. Pensa a un gruppo
come i
White Stripes: in Italia non hanno un successo enorme perché
hanno
sonorità aggressive, mentre penso che agli italiani piaccia la
melodia.
Perché la scelta di suonare in duo?
Penso che siamo particolarmente speciali quando suoniamo soltanto noi
due. Suoniamo anche con altri musicisti, anche così può
funzionare. Ma
suonare in due è più semplice, dal momento che mettere
insieme un
gruppo, portare altri musicisti dentro ciò che stai facendo,
comporta
un grande lavoro perché tutto vada bene.
Che differenza pensa ci sia tra il vostro primo
album, Quiet Is New Loud, e Riot On An Empty Street?
Io canto di più (ride). Ma la cosa più importante
è che sono 12 nuove canzoni, e nessuna delle canzoni di Riot
On An Empty Street è una canzone di Quiet Is New Loud (ride
ancora). In Quiet Is New Loud
c'è la tromba, il violoncello, la batteria, c'è la
chitarra
elettrica... Non è tanto una questione di strumenti, la
differenza è
nelle canzoni.
La vostra musica si caratterizza per un
"complesso uso della semplicità"...
Mi piace la semplicità. Penso che sia molto facile aggiungere
nuovi
strumenti quando si registra un album. Ma il difficile è non
aggiungere
nulla e provare a migliorare i pochi strumenti che già ci sono.
E' un
po' come il cibo italiano, come la pizza margherita: sono tre elementi
che devono essere dosati in modo giusto. Però se mangi una pizza
margherita in Norvegia può essere un'esperienza infernale,
mentre una
pizza margherita fatta in Italia può essere fantastica.
Nei testi delle vostre canzoni il linguaggio
è utilizzato in modo
sofisticato, spesso usando paradossi e ossimori. Le domande assumono un
ruolo più importante delle risposte...
Sì, le domande sono più importanti delle risposte. E' un
buon modo per
dire quello che facciamo. I nostri testi sono aperti e allo stesso
tempo mistici. Non si può spiegare ogni cosa, ma trasmettono una
certa
idea. Sono come un quadro espressionista.
Anche se le vostre canzoni sono spesso
malinconiche, comunicano
comunque una certa serenità. Potrebbe spiegare il segreto di
questa
alchimia?
E' il sogno della vita poetica. E' il sogno della vita "drammatica", il
sogno di rendere la vita come un film. Nel senso che noi viviamo una
vita normale, e quindi vogliamo andare oltre, vogliamo raggiungere
qualcosa di speciale, fare in modo che le emozioni della vita diventino
dei momenti bellissimi.
In Rete:
Kings
Of Convenience (sito ufficiale)
(2 dicembre 2004)
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