Il Mucchio Selvaggio review

Kings of Convenience
Reduci da due copertine del Mucchio, da un imprevedibile quinto posto nelle charts italiane con il fortunato Riot On An Empty Street, i due ragazzini norvegesi sono arrivati all'Auditorium, salotto buono della capitale.

Roma, 31 ottobre 2004
Ad attenderli 2100 spettatori. I più straniti erano proprio loro, che non avendo mai suonato davanti a tanta gente continuavano a guardarsi intorno chiedendosi che razza di scherzo fosse. Ancora più allibiti gli spettatori, che diligentemente seduti (come norma vuole) si domandavano perché avessero la sensazione di essere capitati più a una recita scolastica di fine anno che a un concerto. Questa commedia degli equivoci è andata avanti per quaranta minuti. I due, sempre più imbarazzati, imbastivano le loro canzoncine, che purtroppo si perdevano in quell'ambiente troppo grande per dar loro il tempo di crescere. Il pubblico applaudiva alle prime note di Misread o di I'd Rather Dance With You, cercava di battere disperatamente le mani a ogni flebile accenno di ritmo, ma era subito zittito dal resto degli spettatori.
I due ragazzi, sempre più imbarazzati di fronte a una platea imbalsata come poche, non sapevano che pesci prendere.
Nessuno si azzardava ad andarsene, più che altro per non darsi del coglione per aver speso 21,00 euro per ascoltare due liceali in vacanza. Alla fine, dopo aver avvertito che il concerto era finito, il più sveglio dei due (quello con gli occhiali, appena uscito da Animal House) ha invitato gli spettatori ad alzarsi. Non contento, ne ha spinto una trentina sul palco a ballare con lui. Panico tra i rigidi, aziendali, incravattati, tutori del servizio d'ordine. Cinque minuti di leggera confusione che a tutti deve essere apparsa come la rivolta di Berkeley. Poi, sempre il più sveglio, ha cercato di far mugugnare la folla. Prima la parte sinistra, poi la destra, poi ancora la sinistra, infine la destra, tentando di imbastirci sopra una canzone. Il risultato è stato demenziale. Per completare l'opera mancava la regia dei Vanzina. ll sottoscritto ripensa ai 21,00 euro e a quanto possa essere dannoso far arrivare nelle top 10 un bel disco come Riot On An Empty Street ma anche una band più da camera che da stadio. In un altro ambiente, con una birra in mano e due chiacchiere tra amici, sarebbe stato anche carino. Stasera è stato solo imbarazzante.

Max Stefani